La Savate in Francia

La Savate a Genova

La Canne-baton court

Nel 1898 un carpentiere genovese denominato Baleto di ritorno da Marsiglia, laddove aveva appreso la Savate, forma a Genova una scuola di Savate.

Dal suo insegnamento nascono due atleti divenuti in seguito maestri: Giovannangelo e Franzoni.

Eugenio Giovannangelo, inizia nel 1905 la sua attività di maestro presso la “Società Ginnastica Andrea Doria”, attività che durerà fino al 1940. Fra i suoi migliori allievi: Rebora, Guglielmi, Treppiedi, Burlando e Lazzaro Delfino.

Nel 1908 Franzoni  fonda la sezione Savate presso la “Società Ginnastica Goffredo Mameli” e continua l’attività di maestro fino al 1925.

Suoi migliori allievi: Salvaneschi e Adriano (Mario) Peirè.

Nel 1945 Lazzaro Delfino prende in eredità dal Giovannangelo la scuola dell’Andrea Doria e ne diviene di diritto maestro. Ancora oggi, all’età di 94 anni, continua nel suo magistero. Innumerevoli gli atleti usciti dalla sua scuola, alcuni ancora in attività.

Nel 1925 Adriano (Mario) Peirè succede a Franzoni alla guida della Mameli e la sua attività prosegue fino al 1940.

Fra i suoi migliori allievi: Roccatagliata, Aleppo, Senarega, Causa, Carrea, Vaccaro e Guido Cafferata, suo successore nell’incarico di maestro dal 1950 al 1961 e attuale presidente dell’Associazione Italiana Savate.

Nel 1936, presso la palestra dell’Andrea Doria, si disputarono i Campionati Italiani in tre categorie che segnarono tre vittorie di atleti della Mameli: il peso piuma Senarega, il peso leggero Vaccaro e Roccatagliata campione assoluto.

Nel 1937 Guglielmi dell’Andrea Doria strappò a Roccatagliata il titolo di campione assoluto.

Nel 1938 il regime fascista, sostenitore della boxe inglese, che venne ribattezzata “pugilato”, con pretestuose argomentazioni di carattere formale, proibì gli incontri agonistici di boxe francese.

L’attività sportiva continuò comunque nelle palestre compatibilmente con i disagi del periodo bellico e riprese poi subito dopo per merito dei maestri già citati.

Gli incontri agonistici ripresero nel 1963 a Genova dove atleti genovesi si confrontarono con atleti milanesi della scuola di Arrigo Manusardi, che diresse la palestra del “Club a difesa dello sport” di Milano dal 1958 fino alla sua morte avvenuta nel 1967. Il figlio Italo ne prosegue da allora l’insegnamento.           

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